La storia

colonnata
Colonnata
è un antico borgo che si trova nelle Alpi Apuane, tra i monti Maggiore, Spallone e Sagro. Dista 8 km da Carrara, comune di cui fa parte, ed è collocato all'interno del comprensorio delle cave, in particolare nella zona conosciuta come "Gioia Calagio" dove si trova il bacino di Gioia.
Le origini di del paese risalgono all'insediamento, sorto intorno al 40 a.C., per l'alloggio degli schiavi destinati allo sfruttamento intensivo delle cave per l'impiego a Roma del marmo locale (detto marmo lunense dalla vicina colonia di Luni, fondata nel 177 a.C. dopo la sconfitta dei Liguri), in sostituzione dei più costosi marmi bianchi greci (pario e pentelico).
Queste persone, portate in questi luoghi dai Romani, si fusero con la popolazione indigena dando origine ad una forte comunità montana: questi cavatori dell'epoca erano comandati da un certo Hilar-ius (cioè Ilarius), come si è scoperto da una lapide ritrovata nel 1810 nella quale erano anche  elencati una lunga serie di consoli romani.
Trascorso il periodo legato alla storia di Roma, non si hanno più notizie certe di Colonnata fino al Basso Medioevo quando nel "Registro del Codice Palavicino" si rilevano atti concernenti determinate concessioni ai colonnatesi.
Durante questo lasso di tempo il paese basò le sue attività su: allevamento dei maiali e lavorazione delle carni, coltivazione del castagno e di tipi di ortaggi collinari, agricoltura e pastorizia.
Nell' alto medioevo, grazie alla riattivazione delle cave ed i tempi più tranquilli si erano create condizioni di vita ben diverse da quelle del buio medioevo ma, a differenza di altre Vicinanze, dove il marmo creava condizioni favorevoli per molti, a Colonnata la diffusione del benessere tardava poiché le risorse restavano controllate da pochissime famiglie.
E' da rilevare che nel 1570 il borgo contava solo 24 nuclei familiari mentre nel 1553 solo sedici uomini avevano sottoscritto l'atto di fedeltà al nuovo principe marchese Alberico Cybo Malaspina.
Nei decenni seguenti, il mutato regime degli agri marmiferi, favorì la formazione di fortune nuove  ed una certa diffusione di benessere. Questo fatto, insieme al carattere autosufficiente ed austero in cui si era forgiata la comunità, contribuì a mantenere  inestirpabile  un certo diaframma tra Colonnata ed il resto della valle.
Colonnata si è poi sviluppata soprattutto sul lavoro delle cave e la sua è una storia di fatica e di lotte per il miglioramento delle dure condizioni di lavoro in questo che è il regno degli anarchici.
Durante l’ultima guerra la frazione ha partecipato in pieno alla tragicità degli eventi ed ha avuto, fra l’altro, quasi il 50% delle case bruciate. Ne è testimonianza la lapide che si trova in piazza “Non il fuoco bruciò, figli di Colonnata, la vostra fede nella libertà…”
Negli ultimi anni a migliorare le condizioni di vita della popolazione ha contribuito la riscoperta del lardo che è diventato famoso in tutto il mondo.

Ref. Estratto dal libro di B. Gemignani e dal sito http://www.lardodicolonnata.org/lastoria.html

Loading...
Loading...

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca sull informativa. Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o chiudendo questo banner, invece, presti il consenso all’uso di tutti i cookie. Se necessario consultare la politica sulla privacy.

Accetto i cookie di questo sito.

EU Cookie Directive Module Information